Nel quotidiano, spesso ci troviamo a commentare il cibo che mangiamo o il nostro corpo, magari senza pensarci troppo. Frasi come “Oggi ho esagerato con il dolce” o “Devo mettermi a dieta dopo queste feste” vengono dette con leggerezza, ma hanno un impatto molto più grande di quanto immaginiamo.
Se per le persone adulte questi discorsi possono essere dei trigger, per le piccole persone – che costruiscono la loro immagine di sé anche attraverso il linguaggio delle figure di riferimento – possono diventare un fattore di rischio per lo sviluppo di un rapporto non sano con la triade cibo, peso e corpo.

Il Linguaggio Influenza lo Sviluppo dell’Immagine Corporea nei Bambini e nelle Bambine
Le piccole persone assorbono ciò che sentono e vedono. Le parole che usiamo per descrivere il cibo e il corpo contribuiscono alla costruzione della loro identità e immagine corporea. Quando si parla costantemente di restrizioni alimentari o si giudicano i corpi altrui o il proprio, anche le piccole persone iniziano a interiorizzare l’idea che il valore di una persona dipenda dall’aspetto fisico, dalla sua forma e dal comportamento alimentare.
Lə bambinə espostə a commenti frequenti sul peso o sulla necessità di mettersi a dieta (sia che ci si riferisca a loro direttamente, sia che si facciano commenti sul proprio aspetto e peso o su quello di terze persone) hanno un rischio maggiore di sviluppare comportamenti disfunzionali con il cibo e il corpo sin dall’infanzia.
Come Possiamo Prevenire i Disturbi Alimentari nellə Bambinə?
La prevenzione inizia dall’ambiente che creiamo intorno alle piccole persone.
Ecco alcune buone pratiche da adottare:
1. Evitare Commenti Negativi su Cibo e Corpo
Evitiamo frasi come “Questo cibo fa ingrassare” o “Hai mangiato troppo”. Invece, promuoviamo un linguaggio neutro e positivo sul cibo: “Questo pasto ci dà energia” o “Mangiare in modo equilibrato ci fa stare bene”. Meglio evitare anche etichette come “sano”, “schifezza”, “porcherie”.
2. Parlare del Corpo in Termini di Funzionalità, Non di Estetica
Invece di soffermarci sull’aspetto fisico, valorizziamo il corpo per ciò che può fare: “Le tue gambe sono forti e ti aiutano a correre veloce” o “Che bello che il nostro corpo ci permette di esplorare il mondo!”. Il nostro corpo (e quello delle piccole persone), è in grado di fare tante cose (anche in presenza di disabilità fisiche o mentali). Quello che più dovremmo considerare sono infatti le risorse individuali evitando di paragonarle agli standard di riferimento.
3. Creare un Clima di Accettazione e Rispetto
Ogni corpo è diverso ed è importante insegnare allə bambinə ad accettare e rispettare la diversità. Evitiamo confronti o giudizi e incoraggiamo la fiducia in sé stessə. Non esistono corpi migliori ma corpi unici, tutti degni di rispetto e cura. Attraverso questo criterio, le piccole persone, imparano anche il rispetto dei confini personali: persone diverse provano piacere o fastidio per cose diverse (pensiamo alle neurodivergenze e alla sensibilità sensoriale che può contribuire a definire comportamenti e scelte), rispettarne le scelte ed i bisogni è quindi un gesto di cura verso le altre persone.
4. Promuovere un Rapporto Sereno con il Cibo
Non etichettiamo i cibi come “buoni” o “cattivi”. Tutti gli alimenti possono far parte di un’alimentazione equilibrata. L’importante è la varietà e l’ascolto del proprio corpo (lə bambinə nascono con la capacità di autoregolarsi con il cibo: come adultə possiamo coltivare questa virtù attraverso un dialogo neutrale e costruttivo). Fondamentale in questo processo, un’educazione alimentare secondo il criterio della “Divisione delle Responsabilità”.
La nostra responsabilità: creare spazi sicuri e inclusivi
Come genitori, educatorə, istruttorə e caregiver, abbiamo la responsabilità di rendere sicuro lo spazio verbale e fisico in cui le piccole persone crescono. Questo significa non solo evitare discorsi dannosi, ma anche educare con l’esempio e con parole che trasmettono rispetto e amore per sé stessə.
Possiamo tutti contribuire a prevenire un rapporto disfunzionale con il cibo ed il corpo e quindi prevenire anche i disturbi alimentari nellə bambinə e nellə adolescentə. Usare un linguaggio più consapevole e rispettoso verso se stessə e altrə, insegna il rispetto e il non giudizio sulle diversità che ci rendono persone uniche e straordinarie, a prescindere dalla taglia che indossiamo.
Puoi approfondire ed esplorare questo argomento con dei testi ed albi illustrati. Ti lascio qui sotto qualche titolo:
In italiano:
Ogni viso è una poesia – di Julie Morstad
Dentro me cosa c’è – di Daniela Carucci e Giulia Pastorino
In inglese
Her Body Can – di Katie Crenshaw e Ady Meschke
Every Body – di Madison, Ralli e Andrews
Bodies are Cool – di Tyler Feder
Se ti va’, lascia il tuo pensiero qui e confrontiamoci oppure condividi questo articolo con qualcuno a cui pensi possa servire leggere queste riflessioni
Hai mai riflettuto sull’impatto delle parole sul rapporto con il cibo e il corpo? Quali strategie utilizzi per promuovere un linguaggio più positivo con lə bambinə? Condividi la tua esperienza nei commenti o contattami per approfondire il tema insieme!
